Terapie Strumentali
Ultrasuonoterapia a Latina
All’Istituto Fisioterapico Finestra offriamo trattamenti di ultrasuonoterapia a Latina nell’ambito di percorsi riabilitativi integrati, condotti da fisioterapisti qualificati.
Una terapia strumentale consolidata, non invasiva, che sfrutta le onde acustiche ad alta frequenza per produrre effetti analgesici, antinfiammatori e biostimolanti sui tessuti, particolarmente indicata per tendinopatie, artrosi, cicatrici fibrosi e dolore muscolare cronico.
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Cos'è l'ultrasuonoterapia e come funziona
L’ultrasuonoterapia è una terapia fisica strumentale che utilizza onde acustiche a frequenza superiore a 20.000 Hz (ultrasuoni) — al di sopra della soglia dell’udito umano — per agire sui tessuti biologici. Non si tratta di onde elettromagnetiche (come nel laser o nella TENS), ma di vibrazioni meccaniche che si propagano attraverso i tessuti in modo molto simile al suono attraverso l’aria, con la differenza che la frequenza elevata le rende capaci di penetrare in profondità.
Come funziona l’ultrasuonoterapia? L’applicatore (testa di trattamento in materiale piezoelettrico) viene posizionato sulla cute con l’interposizione di un gel conduttore e mosso con movimenti circolari lenti sull’area da trattare. Le vibrazioni ultrasoniche producono due effetti principali:
Effetto meccanico (micromassaggio): le onde acustiche generano micro-vibrazioni a livello cellulare, che mobilizzano le molecole dei tessuti, sciolgono le aderenze fibrose, aumentano la permeabilità delle membrane cellulari e stimolano il metabolismo locale. Questo effetto è presente anche in modalità non termica (pulsata) e non richiede la produzione di calore.
Effetto termico: in modalità continua, le vibrazioni producono calore localizzato all’interno dei tessuti profondi. Il calore aumenta la circolazione, riduce la viscosità del tessuto connettivo (rendendolo più elastico) e abbassa la soglia del dolore attraverso l’azione sulle terminazioni nervose.
Ultrasuonoterapia in acqua: cos'è e quando si usa
La ultrasuonoterapia in acqua è una variante tecnica utilizzata quando il trattamento standard con gel non è applicabile — tipicamente per le articolazioni distali (dita delle mani, dita dei piedi, caviglie, polsi) dove la superficie cutanea è troppo irregolare per garantire un buon contatto con l’applicatore.
In questa modalità l’area da trattare viene immersa in una bacinella d’acqua degassata (acqua bollita e raffreddata, priva di bolle d’aria che disperderebbero le onde) e l’applicatore viene mosso nell’acqua a pochi centimetri dalla cute, senza contatto diretto. L’acqua fa da mezzo di trasmissione delle onde ultrasoniche.
I vantaggi della tecnica in acqua rispetto a quella standard con gel sono:
- maggiore uniformità di trattamento sulle superfici irregolari
- assenza di pressione diretta sull’area trattata (utile nelle fasi post-traumatiche dolorose)
- possibilità di trattare più punti della stessa articolazione in una sola seduta
Le indicazioni più frequenti per l’ultrasuonoterapia in acqua sono: artrosi e tendiniti delle dita, sindrome del tunnel carpale, fascite plantare, periartrite della caviglia, esiti di fratture delle dita.
Ultrasuonoterapia per il ginocchio
L’ultrasuonoterapia al ginocchio è indicata per molte delle patologie che coinvolgono questa articolazione, in particolare quelle a carico dei tessuti molli periartricolari: tendiniti, borsiti, esiti di distorsione e artrosi sintomatica.
L’azione degli ultrasuoni sulle strutture tendinee e legamentose stimola la produzione di collagene, riduce il processo infiammatorio cronico e scioglie le aderenze fibrose che limitano la mobilità. Sulle borse sinoviali infiammate, l’effetto antinfiammatorio riduce il versamento e allevia il dolore. Nell’artrosi di ginocchio, pur non agendo sulla cartilagine deteriorata, migliora la distensibilità dei tessuti periarticolari e il contesto funzionale dell’articolazione.
La scelta tra modalità continua (effetto termico prevalente) e pulsata (effetto meccanico non termico) dipende dalla fase clinica: la modalità pulsata è preferita nelle fasi acute o subacute, quella continua nelle condizioni croniche con componente fibrotica. Il fisioterapista seleziona i parametri in base alla valutazione iniziale.
Ultrasuonoterapia e cellulite
L’ultrasuonoterapia per la cellulite è un’applicazione estetico-funzionale sempre più diffusa, che sfrutta l’effetto meccanico degli ultrasuoni sul tessuto adiposo e sul connettivo sottocutaneo. Come funziona in questo contesto? Le micro-vibrazioni ultrasoniche agiscono sulle cellule adipose (adipociti) e sulle setti fibrosi del tessuto connettivo sottocutaneo, con tre effetti principali:
- Lipolisi meccanica: le vibrazioni a livello cellulare favoriscono la mobilizzazione dei lipidi accumulati nelle cellule adipose
- Scioglimento delle fibrosi: l’effetto meccanico riduce la consistenza dei setti fibrosi ispessiti che danno alla pelle il caratteristico aspetto a “buccia d’arancia”
- Miglioramento della microcircolazione: l’aumento del flusso sanguigno e linfatico favorisce il drenaggio dei liquidi interstiziali accumulati
È importante avere aspettative realistiche: l’ultrasuonoterapia non è un trattamento dimagrante e non elimina la cellulite strutturale. È invece efficace nel migliorare la consistenza e l’aspetto della pelle, nel ridurre l’edema interstiziale e nel preparare i tessuti ad altri trattamenti. I risultati migliori si ottengono con cicli continuativi, abbinati a un programma di attività fisica e a un’alimentazione adeguata.
Gli apparecchi per l'ultrasuonoterapia
Gli apparecchi per l’ultrasuonoterapia presenti sul mercato variano significativamente per caratteristiche tecniche e contesti d’uso.
Apparecchi professionali (uso clinico): lavorano a frequenze diverse in base alla profondità dei tessuti hanno una intensità regolabile oltre alla possibilità di selezionare la modalità continua o pulsata. Sono dispositivi medicali certificati, con applicatori di diverse dimensioni per adattarsi a distretti corporei diversi. Richiedono formazione specifica per l’uso appropriato.
Apparecchi domestici/estetici: sono dispositivi di potenza molto ridotta e senza possibilità di regolazione dei parametri clinicamente rilevanti. Quelli certificati come dispositivi medici possono dare un beneficio limitato come mantenimento; quelli classificati come cosmetici (molto comuni online) hanno un’efficacia clinica non documentata e non possono essere equiparati agli strumenti professionali.
L'ultrasuonoterapia è detraibile?
L’ultrasuonoterapia è detraibile? Sì, a determinate condizioni.
Le sedute di ultrasuonoterapia eseguite in ambito fisioterapico possono essere detraibili al 19% come spesa sanitaria (art. 15 TUIR), a condizione che:
- la prestazione sia prescritta da un medico con indicazione terapeutica specifica
- sia eseguita da un fisioterapista iscritto all’Albo FNOFI
- sia correttamente fatturata con indicazione della natura sanitaria della prestazione
Presso l’Istituto Fisioterapico Finestra i trattamenti di ultrasuonoterapia sono erogati da fisioterapisti abilitati e regolarmente fatturati. Per avere certezza sulla detraibilità nel tuo caso specifico ti consigliamo di verificare con il tuo medico curante e con un commercialista, poiché le condizioni individuali possono variare.
No. Come le altre terapie strumentali fisioterapiche, non rientra nelle prestazioni erogate in regime di convenzione SSN. Alcune polizze sanitarie integrative possono prevedere il rimborso — verifica le condizioni della tua polizza.
Controindicazioni dell'ultrasuonoterapia
Le controindicazioni dell’ultrasuonoterapia vengono sempre verificate dal fisioterapista prima di avviare il trattamento.
Controindicazioni assolute:
- gravidanza (in particolare non applicare sull’addome o sulla zona lombare)
- neoplasie maligne nell’area di trattamento
- portatori di pacemaker nell’area toracica (per la modalità in acqua e in prossimità del dispositivo)
- trombosi venosa profonda o tromboflebiti nell’area
- applicazione diretta sulle epifisi di crescita nei bambini (rischio di alterazione della crescita ossea)
- applicazione sul cranio o sulla colonna vertebrale (su midollo spinale)
- applicazione sull’occhio o sui testicoli
Controindicazioni relative (valutazione caso per caso):
- protesi articolari totali nell’area di trattamento: gli ultrasuoni non devono essere applicati direttamente su una protesi metallica per il rischio di riscaldamento eccessivo del componente metallico — il fisioterapista evita l’applicazione diretta sulla protesi e lavora sui tessuti periarticolari
- osteoporosi severa
- disturbi della coagulazione o terapia anticoagulante
- stati infiammatori acuti interni (appendicite, ulcera peptica attiva): non applicare sull’addome
Domande frequenti sull'ultrasuonoterapia
L'ultrasuonoterapia è convenzionata con il SSN?
No. Come le altre terapie strumentali fisioterapiche, non rientra nelle prestazioni erogate in regime di convenzione SSN.
Quante sedute di ultrasuonoterapia servono?
Dipende dalla patologia. Per le tendinopatie croniche si consigliano cicli di 10-15 sedute. Per condizioni acute, 5-8 sedute possono essere sufficienti. Il fisioterapista definisce il numero dopo la valutazione iniziale.
Quanto dura una seduta di ultrasuonoterapia?
In genere 10-20 minuti per distretto trattato. Può essere integrata nella stessa seduta con altre terapie (massoterapia, esercizio, tecarterapia).
L'ultrasuonoterapia fa male?
No. La sensazione durante il trattamento è di calore locale progressivo, del tutto confortevole nella modalità continua. Nella modalità pulsata (non termica) spesso non si sente praticamente nulla. Un fastidio lieve è possibile solo nelle zone molto infiammate.
Ultrasuonoterapia e tecarterapia: quale scegliere?
Hanno effetti parzialmente sovrapposti (entrambe producono calore endogeno e hanno effetti antinfiammatori) ma meccanismi diversi. La tecarterapia penetra più in profondità e ha un effetto più marcato sulla microcircolazione muscolare; l’ultrasuonoterapia è più precisa sui tessuti fibrosi superficiali (tendini, legamenti, cicatrici) e si presta meglio alla tecnica in acqua per le articolazioni distali. Spesso le due terapie si integrano nello stesso percorso riabilitativo.
Posso fare l'ultrasuonoterapia se ho una protesi al ginocchio?
Con una protesi totale di ginocchio, l’ultrasuonoterapia diretta sull’articolazione non è raccomandata per il rischio di surriscaldamento dei componenti metallici. Il fisioterapista può comunque trattare i tessuti periarticolari (tendini, legamenti, muscolatura) evitando l’applicazione diretta sulla protesi.
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