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Onde d’urto a Latina
Presso l’Istituto Fisioterapico Finestra eseguiamo trattamenti con onde d’urto a Latina con strumentazione professionale, nell’ambito di percorsi riabilitativi personalizzati.
Una delle terapie strumentali più efficaci per le tendinopatie croniche, le calcificazioni, la fascite plantare e le pseudoartrosi, indicata quando altre terapie non hanno dato risultati sufficienti o come prima scelta nelle patologie tendinee croniche.
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Cos'è la terapia a onde d'urto
La terapia a onde d’urto (ESWT — Extracorporeal Shock Wave Therapy) utilizza onde acustiche ad alta energia che vengono generate all’esterno del corpo e focalizzate sul tessuto da trattare. Non si tratta di onde elettromagnetiche (come nella magnetoterapia o nel laser) né di vibrazioni continue (come negli ultrasuoni): le onde d’urto sono impulsi acustici brevi, intensi e non periodici — più simili a un “colpo” che a un’oscillazione.
Il meccanismo terapeutico si basa su due effetti principali:
Effetto meccanico diretto: l’onda d’urto, passando attraverso i tessuti, genera microtraumi controllati a livello cellulare. Questo stimola una risposta biologica di riparazione — il corpo “vede” il danno e attiva i processi di guarigione che nelle tendinopatie croniche si sono bloccati.
Effetto biostimolante: le onde d’urto favoriscono la neovascolarizzazione (formazione di nuovi capillari nell’area trattata), aumentano la produzione di collagene, stimolano le cellule staminali locali e accelerano il rimodellamento del tessuto danneggiato.
Il risultato è una rivascolarizzazione e una rigenerazione tissutale che riattiva il processo di guarigione in strutture — tendini soprattutto — che nel dolore cronico hanno perso la capacità di ripararsi autonomamente.
Onde d'urto focali e onde d'urto radiali: le differenze
Sul mercato esistono due tipologie di generatori, con caratteristiche e indicazioni diverse. Conoscerle aiuta a capire quale sia più adatta alla propria condizione.
Le onde d’urto focali concentrano l’energia in un punto preciso a profondità variabile. Sono generate da sistemi elettromagnetici, elettroidraulici o piezoelettrici e richiedono un sistema di puntamento per indirizzare l’energia esattamente sulla lesione. Hanno una penetrazione profonda e sono indicate per calcificazioni tendinee, pseudoartrosi, necrosi avascolare e lesioni in sede profonda.
Le onde d’urto radiali si diffondono dall’applicatore verso la periferia, come le onde generate da un sasso lanciato nell’acqua. L’energia è maggiore in superficie e si disperde progressivamente in profondità. Sono meno dolorose e indicate per tendinopatie superficiali, fascite plantare, cellulite e contratture muscolari.
In molti protocolli le due tipologie vengono combinate nella stessa seduta: le onde focali agiscono sulla lesione principale, le radiali trattano i tessuti circostanti.
Terapia onde d'urto: a cosa serve
La terapia a onde d’urto ha indicazioni ben definite, dove l’evidenza scientifica è più solida rispetto ad altre terapie strumentali:
- Tendinopatie croniche: epicondilite laterale (gomito del tennista), tendinite achillea, tendinopatie della cuffia dei rotatori, tendinite rotulea, tendinite del tibiale posteriore, tutte le tendinopatie croniche resistenti alle terapie conservative convenzionali rispondono bene alle onde d’urto.
- Calcificazioni tendinee: le calcificazioni del tendine sopraspinato (spalla del nuotatore) e le calcificazioni di altri tendini vengono letteralmente frammentate dalle onde d’urto focali ad alta energia, con riassorbimento progressivo nei mesi successivi.
- Fascite plantare: indicazione tra le più studiate e con i migliori risultati. Le onde d’urto sulla zona di inserzione plantare riducono il dolore e promuovono la guarigione del tessuto fibroso.
- Pseudoartrosi e ritardi di consolidazione ossea: le onde d’urto focali stimolano la formazione di nuovo tessuto osseo nelle fratture che non si sono consolidate nei tempi normali.
- Contratture muscolari croniche e trigger point: le onde d’urto radiali sono efficaci nel trattamento delle zone di ipereccitabilità muscolare che causano dolore riferito.
- Cellulite (PEFS): applicazione estetico-funzionale con buona evidenza soprattutto per la cellulite fibrotica.
Onde d'urto alla spalla
Le onde d’urto alla spalla sono una delle indicazioni più frequenti e con i risultati più documentati, in quanto la spalla è sede di alcune delle tendinopatie più diffuse in assoluto. Nelle calcificazioni tendinee, le onde d’urto focali ad alta energia agiscono direttamente sul deposito calcico: l’onda urta la calcificazione, la frantuma progressivamente e ne stimola il riassorbimento da parte dell’organismo. I risultati in letteratura sono ottimi e la maggioranza dei pazienti ottiene una riduzione significativa del dolore e una regressione radiologica della calcificazione.
Nelle tendinopatie della cuffia dei rotatori senza calcificazione, le onde d’urto agiscono attraverso il meccanismo biostimolante — neovascolarizzazione e rimodellamento del collagene, ed è impiegata spesso nelle forme croniche resistenti alla fisioterapia convenzionale.
Il trattamento alla spalla viene solitamente combinato con un programma di esercizi per il rinforzo dei muscoli stabilizzatori: le onde d’urto creano le condizioni biologiche per la guarigione, l’esercizio terapeutico consolida il recupero funzionale.
Onde d'urto per la cellulite: funzionano davvero?
Le onde d’urto per la cellulite sono una delle applicazioni non ortopediche più richieste. La risposta alla domanda “funzionano?” è: sì, con le aspettative giuste.
La cellulite (PEFS — Panniculopatia Edemato-Fibro-Sclerotica) nelle fasi avanzate è caratterizzata da setti fibrosi ispessiti che comprimono le cellule adipose e i capillari, dando il caratteristico aspetto a “buccia d’arancia”. Le onde d’urto radiali agiscono su questi setti fibrotici con l’effetto meccanico diretto: le microonde li frammentano progressivamente, migliorando la circolazione locale e la consistenza della cute.
I risultati documentati dagli studi clinici mostrano:
- riduzione della circonferenza e miglioramento dell’aspetto cutaneo (più evidente nelle forme fibrotiche che in quelle edematose)
- miglioramento della microcircolazione locale
- riduzione della consistenza delle zone più compatte
I risultati migliori si ottengono con cicli di 10 sedute, abbinate ad attività fisica regolare e a una corretta alimentazione. Le onde d’urto da sole non sono un trattamento dimagrante: agiscono sul tessuto connettivo, non sulla massa grassa totale.
Onde d'urto per la fascite plantare: quante sedute servono
La fascite plantare è una delle indicazioni più studiate per la terapia a onde d’urto, con un’evidenza scientifica tra le più solide in questo campo.
A differenza di altre terapie strumentali che richiedono trattamenti quotidiani o ravvicinati, le onde d’urto necessitano di un intervallo tra le sedute per permettere ai tessuti di avviare la risposta biologica di riparazione.
La risposta al trattamento è progressiva: non bisogna aspettarsi un miglioramento immediato dopo la prima seduta. I risultati si consolidano nelle settimane e nei mesi successivi al ciclo.
Onde d'urto al ginocchio: fanno male
Le onde d’urto al ginocchio fanno male? È la domanda più frequente, e merita una risposta onesta.
La terapia a onde d’urto è la più “scomoda” tra le terapie strumentali fisioterapiche. Le onde ad alta energia, soprattutto nelle prime sedute e nelle zone più infiammate, producono una sensazione di dolore transitorio durante l’applicazione. Non è un dolore di lunga durata, dura il tempo della seduta, ma può risultare più intenso rispetto a ultrasuoni, TENS o tecarterapia.
Al ginocchio in particolare, le zone di inserzione tendinea (tendine rotuleo, inserzione del legamento collaterale) e i punti trigger muscolari possono risultare particolarmente sensibili. Il fisioterapista regola l’intensità partendo da valori bassi e aumentando progressivamente in base alla tolleranza del paziente.
Nelle 24-48 ore successive alla seduta è normale avvertire un aumento temporaneo del dolore locale: è la risposta infiammatoria acuta che il trattamento ha innescato, un segnale che il processo di guarigione è stato riattivato. Questo fastidio si risolve spontaneamente.
Con il progredire delle sedute, la sensibilità si riduce progressivamente.
Domande frequenti sulle onde d'urto
Le onde d'urto sono mutuabili?
No. La terapia a onde d’urto non è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale e non è mutuabile, né in strutture private né, nella quasi totalità dei casi, in strutture pubbliche — dove è presente solo in alcuni centri specializzati di ortopedia o fisiatria, ma con accesso molto limitato.
Come per le altre terapie strumentali fisioterapiche, è possibile che alcune polizze sanitarie integrative (fondi aziendali, assicurazioni private) prevedano il rimborso parziale o totale — verifica le condizioni della tua polizza.
Dal punto di vista fiscale, le sedute di onde d’urto eseguite da un fisioterapista abilitato su indicazione medica possono essere detraibili al 19% come spesa sanitaria. Conserva le fatture e consulta il tuo commercialista per verificare le condizioni nel tuo caso specifico.
Quante sedute di onde d'urto servono in generale?
Dipende dalla patologia. Fascite plantare e tendinopatie: 3-5 sedute settimanali. Calcificazioni alla spalla: 3-5 sedute, talvolta con un secondo ciclo. Cellulite: 6-10 sedute. Pseudoartrosi: protocolli più lunghi decisi in accordo con l’ortopedico.
Le onde d'urto hanno controindicazioni?
Sì. Le principali controindicazioni assolute sono: gravidanza, neoplasie nell’area di trattamento, disturbi della coagulazione o terapia anticoagulante, infezioni locali, applicazione su cartilagine di accrescimento nei bambini, applicazione diretta sul cranio o sul rachide vertebrale. Il fisioterapista raccoglie l’anamnesi completa prima di iniziare.
Le onde d'urto si possono fare con protesi o placche metalliche?
Non si applicano direttamente sui dispositivi metallici impiantati. Per i tessuti periarticolari intorno a una protesi il trattamento è in genere possibile, ma richiede valutazione specifica.
Dopo le onde d'urto posso tornare al lavoro?
Sì, salvo che il lavoro preveda sforzi fisici intensi sull’area trattata. Nelle 24-48 ore successive è normale una lieve dolenzia locale, nella maggior parte dei casi compatibile con le attività quotidiane ordinarie.
Le onde d'urto si possono combinare con altre terapie?
Sì. Spesso si integrano con la fisioterapia manuale e con l’esercizio terapeutico. Nella stessa seduta in genere non si combinano con altre terapie ad alto input energetico (tecarterapia, ultrasuoni) sull’area trattata.
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